ASSUNZIONI IN CONDOMINIO

ASSUNZIONI IN CONDOMINIO, REGOLE E NORME DA SEGUIRE

 

assunzioni in condominio

Quando si parla di assunzioni in condominio, per adempiere a tali pratiche solitamente i condòmini si avvalgono delle prestazioni di una società specializzata oppure di un libero professionista esterno. Tuttavia può accadere che il condominio possa assumere con un rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti come ad es. portieri o altre categorie di lavoratori esecutori di prestazioni occasionali, accessorie o temporanee. L’assunzione solitamente spetta all’Amministratore in seguito a delibera assembleare: le spese di assunzione sono invece a carico di tutti i condòmini e ripartite in proporzione alle quote millesimali di proprietà.

Nel caso più frequente  – ossia quella di assunzione di dipendente con mansioni di portierato e custodia – esiste un contratto collettivo nazionale di categoria a cui fare  riferimento, rinnovato dalle maggiori sigle sindacali nel febbraio 2015, il quale norma a grandi linee anche la voce retributiva. Sovente accade che alla figura del portiere vengano affidati anche altri incarichi – come ad esempio la pulizia e la cura di parti comuni dell’edificio nonché delle aree verdi condominiali oppure la conduzione degli impianti centralizzati di gas o acqua (a patto che ne abbia l’abilitazione) – e proprio per seguire meglio questa moltitudine di compiti, spesso al lavoratore viene assegnato a titolo gratuito un alloggio all’interno dello stabile ove presta servizio in cui egli avrà l’obbligo di abitare stabilmente.

In mancanza di questa concessione, al dipendente dovrà essere messo a disposizione obbligatoriamente un locale adibito a guardiola e connessi servizi igienici. Si evince di conseguenza come, al netto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, lo stipendio del portiere dipenda sostanzialmente dalla rosa di attribuzioni e dalle dimensioni dello stabile. Per quanto concerne l’orario di lavoro anche questo viene normato dal Ccnl: dal punto di vista giornaliero è fissato dal datore di lavoro, mentre alla settimana sono previste 48 ore su 6 giorni per il portiere con alloggio e 47 ore su 6 giorni quando non dispone di alloggio.

Le ferie sono irrinunciabili e il loro periodo annuale è di 26 giorni lavorativi, escluse le domeniche e le festività nazionali, infrasettimanali e feste patronali. Inoltre sono previsti permessi (quelli retribuiti non possono superare le 50 ore annue e possono essere fruiti per un minimo di 2 ore e un massimo di un giorno salvo il caso di lutto) e congedi.

Infine non può esserci lavoro senza sicurezza: l’art. 1 del D.l. 626/94 sulla sicurezza dei lavoratori, circoscrive l’applicazione della propria disciplina per chi ha un rapporto contrattuale privato di portierato, ai soli casi espressamente previsti dagli articoli 21, comma 2 e 22, comma 1, in base ai quali i lavoratori devono essere informati sui rischi insiti nelle specifiche mansioni. Inoltre la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito attraverso numerosi pronunciamenti in merito che il datore di lavoro, qualora abbia destinato il lavoratore a mansioni diverse da quelle abituali, è obbligato ad informare lo stesso anche sugli eventuali rischi accessori mediante corsi di formazione e addestramento volti ad impartire le necessarie prescrizioni in merito – così come previsto al Dlgs 626.