LA FORMAZIONE E L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

Tempistiche e rischi in caso d’inadempimento.

L’articolo 71-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e dal regolamento attuativo di cui al d.m. n. 140/2014 (Gazzetta Ufficiale n. 222 del 29/09/2014), sancisce l’obbligo d’aggiornamento professionale da parte dell’Amministratore condominiale e di aver precedentemente frequentato uno specifico corso di formazione in materia. Lo stesso provvedimento dispone inoltre quanto segue: “gli obblighi formativi di aggiornamento hanno una cadenza annuale. Il corso di aggiornamento ha una durata di almeno 15 ore e riguarda elementi in materia di amministrazione condominiale, in relazione all’evoluzione normativa, giurisprudenziale e alla risoluzione di casi teorico-pratici” (Art.5, co.2).

Nella pratica, con il termine annuale – dopo alcuni dubbi interpretativi della prima ora – si è andato intendendo  l’anno solare (01 gennaio-31 dicembre), similarmente a quanto accade nella maggior parte degli albi professionali in tema di formazione periodica.

Preme ricordare in questa sede come non siano ammesse deroghe in tema d’aggiornamento contrariamente a quanto normato in merito alla formazione iniziale dal già citato art. 71-bis, ovvero come l’Amministratore sia esonerato dalla formazione iniziale quando lo stesso sia nominato tra i condomini dello stabile e  per coloro i quali che abbiano svolto attività di amministrazione condominiale per almeno un anno, nell’arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della L. 220/2012, quindi nell’ambito del triennio 17/06/2010 – 16/06/2013.

Ma in caso d’inadempienza, cosa succede? Dal punto di vista sanzionatorio si registra l’assenza di una disciplina specifica; altresì una tale mancanza – previa impugnazione di delibera contra legem da parte anche di un solo condomino assente, dissenziente o astenuto  presso l’Autorità Giudiziaria – potrebbe avere come estrema conseguenza l’annullamento della nomina dell’Amministratore.